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Domande & Risposte per capire come funziona la Cogenerazione  

Quale effettivo risparmio si può ottenere dalla cogenerazione in applicazioni industriali?

 

  • Un valore percentuale di massima può essere quantificato intorno al 30%, con un pay-back dell'investimento ipotizzabile dai 2 ai 4 anni. Questi valori di performance sono da porre in relazione a tre principali variabili: taglia dell'impianto, effettivo recupero termico e ore di funzionamento annuo.

  • La scelta del partner tecnologico è, quindi, determinante per la buona riuscita del progetto. Studio di fattibilità, eccellenza del prodotto ed efficienza del servizio di manutenzione costituiscono gli ingredienti base dell'efficienza energetica e quindi del risparmio.

 

Quali sono le Pratiche Autorizzative necessarie per un Impianto di Cogenerazione alimentato a gas naturale?

 

  • L'iter amministrativo da seguire per ottenere i permessi necessari si compone essenzialmente delle seguenti pratiche:

  • - PRATICA PROVINCIA: serve per ottenere l'Autorizzazione Unica di realizzazione ed esercizio dell'impianto; tale richiesta andrà in conferenza di servizi

  • - PRATICA ENEL: consente la stipula del contratto di connessione alla rete dell'impianto di produzione di energia elettrica;

  • - PRATICA VVFF (Vigili del fuoco): richiesta del parere di conformità sul progetto dell'impianto ed emissione dei CPI (certificati previdenziali incendi) da parte dei vigili del fuoco.

  • - PRATICA UTF (Ufficio tecnico di finanza): serve per richiedere la licenza di officina elettrica di produzione e di vendita; deve essere svolta durante le fasi di installazione della macchina ed espletata prima del collaudo dell'impianto.

  • - DIA (Dichiarazione inizio attività): pratica per l'ottenimento di autorizzazioni e concessione di licenze edilizie."

 

La cogenerazione alimentata da fonti fossili (gas metano) di quali forme d'incentivazione gode?

 

  • I certificati bianchi, o più propriamente Titoli di Efficienza Energetica (TEE) rappresentano un incentivo all'installazione di tecnologie e sistemi efficienti.

  • Un certificato corrisponde al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio. Essi consistono in titoli acquistabili e successivamente rivendibili, il cui valore è funzione dell'andamento del mercato. Vengono emessi dal Gestore del Mercato Elettrico (GME) a seguito di una verifica dei risparmi energetici conseguiti, ad esempio, tramite l'installazione di un modulo cogenerativo con motore endotermico, rispetto ai sistemi tradizionali di produzione di energia elettrica (parco elettrico italiano) e di energia termica.

  • I certificati bianchi riguardano tre tipi di interventi:

  • 1. Risparmio di energia elettrica.

  • 2. Risparmio di gas naturale.

  • 3. Risparmio di altri combustibili 

 

Un impianto di cogenerazione ha bisogno di molta assistenza?

 

  • Il tema assistenza è fondamentale nella scelta di un impianto di cogenerazione. Possiamo fare un esempio concreto ipotizzando l'utilizzo di un impianto in un' azienda che lavora su 3 turni solo nei giorni feriali  e per 11 mesi l'anno. Ebbene, immaginiamo quanti km farebbe il motore di un veicolo che dovesse viaggiare di continuo a 60 km/h per 5 giorni alla settimana e per 48 settimane: sarebbero la bellezza di 345.600 km all'anno. Possiamo ben capire che la voce manutenzione è determinante nella scelta di un fornitore soprattutto se si considera il costo del fermo macchina come lucro cessante. Visto che in un impianto che fa 1000 kW con le tariffe attuali dell'energia mediamente si può ipotizzare un risparmio di quasi 1500 € / giorno, ci si rende conto di quale sia il costo fermo macchina visto come lucro cessante!

 

Tutto il gas metano destinato alla cogenerazione viene defiscalizzato?  

 

  • No, non tutto il gas viene defiscalizzato. L'UTF (Ufficio Tecnico Finanza) per valorizzare il quantitativo di gas non soggetto ad imposta fa riferimento al contatore dedicato di energia elettrica posizionato ai morsetti dell'alternatore, calcolando il consumo di 0,25 mc/kWh. Sostanzialmente viene premiata l'efficienza elettrica del sistema.

 

Nel processo produttivo della mia azienda vi è la necessità di utilizzare acqua fredda a 6/7°. Per altre fasi è richiesta una temperatura di refrigerazione con valori prossimi allo 0°. è possibile tramite la trigenerazione ottenere tali temperature?

 

  • Per quanto riguarda lo stadio termico dei 7° è possibile, mediante l'utilizzo di un assorbitore a bromuro di litio; per la seconda necessità, invece, si potrebbe ipotizzare l'impiego di un assorbitore ad ammoniaca, soluzione da analizzare con estremo dettaglio considerata la complessità ed i costi di applicazione. Altri tipi di assorbitori si stanno affacciando sul mercato, raggiungendo temperature intermedie tra i 7° e gli 0° C, tecnologie queste da meglio approfondire.

 

Ho un'azienda che ha un tunnel di verniciatura dinamico a 140° nel quale viene scaldata l'aria in continuo tramite vapore e poi espulsa senza recuperi termici: come potrei utilizzare l'acqua di un impianto di cogenerazione?

 

  • Dal momento che l'aria è sempre di rinnovo e viene prelevata dall'esterno senza recuperi termici, si può semplicemente pensare di preriscaldare l'aria attraverso una batteria aria/acqua dalla temperatura ambiente fino al massimo gradiente raggiungibile in ragione della quantità della stessa. Il vapore prodotto dall'impianto attraverso i fumi di scarico andrebbe ad integrare/sostituire quello prodotto dalle attuali caldaie.